Progetto Nazionale “Prevenzione dell’interruzione volontaria di gravidanza nelle donne migranti”

Graziella Sacchetti
Società Italiana di Medicina delle Migrazioni Centro Salute e ascolto per le donne immigrate – Azienda ospedaliera S. Paolo, Milano
Evento:
87° Congresso SIGO, Simposio Theramex/Teva
Data
e sede:
settembre 2011, Palermo

I cambiamenti demografici della popolazione, collegati ai flussi migratori di diversa cultura, etnia e religione, hanno portato a un significativo aumento delle donne immigrate, che oggi rappresentano circa la metà della popolazione straniera presente in Italia. Questo fenomeno, insieme alla giovane età delle immigrate e all’aumento del numero di interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) e di aborti ripetuti fra le donne straniere, ha indotto il Ministero della Salute a realizzare un progetto nazionaleapprovato nel 2009, con l’obiettivo primario di ridurre i tassi di ricorso all’IVG tra le donne straniere, attraverso la promozione di una maggiore consapevolezza della propria salute riproduttiva, una maggiore conoscenza dei metodi contraccettivi, dei servizi socio-sanitari (per esempio, i consultori) e delle norme a sostegno della maternità e di prevenzione dell’abbandono dei neonati. Gli obiettivi specifici del progetto sono sostenuti da tre Unità Operative differenti. – UO1, coordinata dall’Università La Sapienza di Roma: promuovere la formazione degli operatori socio-sanitari finalizzata ad approcci interculturali per la tutela della salute sessuale e riproduttiva (in particolare contraccezione e prevenzione dell’IVG). – UO2, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità: definire e sperimentare percorsi organizzativi che favoriscano l’accessibilità e l’utilizzo dei servizi da parte delle donne immigrate e che possano aiutare nella prevenzione all’IVG. – UO3, coordinata dalla Regione Toscana, capofila anche dell’intero Progetto: promuovere un’informazione diffusa e capillare per la popolazione immigrata, finalizzata alla tutela della salute sessuale e riproduttiva, alla prevenzione dell’aborto e alla diffusione delle misure a sostegno della maternità e di prevenzione dell’abbandono dei neonati. Al progetto hanno aderito le regioni Campania, Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Sicilia, Toscana, Provincia Autonoma di Trento, Umbria e Veneto. Il coordinamento è affidato alla Regione Toscana.

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