Prevenzione dei problemi ginecologici delle donne migranti

Grazia Lesi
UOC Salute Donna Infanzia e Adolescenza, UOC Consultori AUSL di Bologna, Bologna
Evento:
87° Congresso SIGO, Simposio Theramex/Teva
Data e sede
:
settembre 2011, Palermo

Il lavoro descritto in questa relazione si è svolto nell’ambito della U.O.C. Salute Donna Infanzia e Adolescenza, che ha tra le sue finalità quella di favorire la cooperazione tra i diversi servizi territoriali e ospedalieri e nell’ambito delle attività della U.O.C. Consultori. L’Organizzazione Mondiale della Sanità attribuisce alla salute un ruolo fondamentale nel processo di integrazione e inclusione dei migranti all’interno delle società in cui vivono e ritiene fondamentale, oltre che urgente, la preparazione specifica del personale sanitario per affrontare questa nuova realtà multietnica. Se ci si riferisce, in particolare, al tema della salute femminile, il primo studio globale sulla salute riproduttiva, pubblicato dalla prestigiosa rivistaLancet nel 2006, evidenzia come “La sessualità senza prevenzione sia tra le cause principali di malattia nei Paesi in via di sviluppo e un elemento forte di disuguaglianza in Occidente”. Un ulteriore elemento di diseguaglianza per quel che riguarda l’accesso alla prevenzione e alle cure deriva dal fatto che le donne immigrate, spesso, non sono consapevoli di avere diritto a usufruire dei servizi sanitari pubblici come le donne italiane e che talvolta, per loro non è semplice fruire delle cure a causa di modalità organizzative non sempre compatibili con le condizioni di vita e di lavoro: orari di apertura, modalità di accesso e frequente mancanza di mediatrici culturali che le sostengano nel rapporto con gli operatori sanitari e nella comprensione delle procedure di accesso agli ambulatori e agli ospedali.

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