Una nuova opportunità di cura per il carcinoma ovarico: la terapia epigenetica

La terapia epigenetica offre innovative prospettive di cura per il carcinoma ovarico: quinta causa di morte tumorale nelle donne.

 

La terapia epigenetica in oncologia si basa sullo studio dei geni coinvolti nello sviluppo delle cellule tumorali. Un ambito di ricerca particolarmente promettente per questo innovativo approccio terapeutico è quello del carcinoma ovarico.

Nel 2016, sono stati registrati circa 22.280 nuovi casi di carcinoma ovarico, con una proiezione di 14.240 decessi. In base a tale casistica, il carcinoma ovarico è attualmente la quinta causa di morte tumorale nelle donne. 

Per quanto riguarda le opportunità di trattamento, seppure la maggior parte delle pazienti risponde alla chemioterapia primaria con platino e taxani, i tassi di recidiva sono elevati, e oltre il 75% delle donne presenta ricadute. Sono state pertanto ricercate nuove cure, che hanno compreso significativi avanzamenti nella chemioterapia citotossica e nello sviluppo di nuovi agenti che agiscono in modo più mirato, come gli inibitori della poli(ADP-ribosio)polimerasi (PARP). Questi trattamenti, seppure hanno migliorato la sopravvivenza libera dalla progressione della malattia, non hanno influenzato significativamente la sopravvivenza complessiva. La prognosi a lungo termine per le pazienti con tumore ovarico epiteliale rimane pertanto scarsa ed è necessario sviluppare nuove terapie per potenziare o sostituire le tradizionali chemioterapie citotossiche. In quest’area di potenziale terapeutico si inserisce l’uso della terapia epigenetica.

Le alterazioni epigenetiche, alterano l’espressione dei geni, e svolgono un ruolo importante nello sviluppo del carcinoma ovarico epiteliale. Possono infatti influenzare la proliferazione cellulare, la progressione delle metastasi, la resistenza alla chemioterapia e l’alterazione delle difese immunitarie. Su questo versante della ricerca, è stato recentemente reso disponibile un numero crescente di agenti terapeutici, orientate a colpire in modo mirato le suddette alterazioni epigenetiche. Le nuove terapie, che includono inibitori della DNA metiltransferasi (DNMT) e inibitori HDAC dell’istone-deacetilasi (HDAC), sigle apparentemente oscure, ma sempre più familiari per la moderna terapia oncologica. 

Seppure i tassi di risposta con la terapia epigenetica sono stati finora modesti, con l’uso di singoli agenti, l’azione combinata con altre terapie apre nuove speranze. Questi agenti, per esempio, hanno dimostrato di attenuare la resistenza al platino, migliorando così le terapie a base di platino. Con la terapia epigenetica è stato inoltre rilevato un miglioramento della risposta all’immunoterapia, sia in studi pre-clinici e sia clinici, nel cancro ovarico epiteliale in fase precoce. Gli agenti epigenetici possono essere quindi utilizzati efficacemente in combinazione con altre terapie.

Oltre all’uso nel carcinoma ovarico, risultati promettenti sono stati registrati anche in altre aree dell’oncologia, come il linfoma B diffuso a grandi cellule e il carcinoma della mammella. In questi ambiti la terapia epigenetica ha consentito un significativo aumento della sopravvivenza.

Ulteriori studi sono comunque necessari per determinare la migliore strategia per incorporare questi agenti nel trattamento del carcinoma ovarico, minimizzando la tossicità e massimizzando i benefici clinici.

 

Bibliografia

 Smith HJ, Straughn JM, Buchsbaum DJ, Arend RC. Epigenetic therapy for the treatment of epithelial ovarian cancer: A clinical review. Gynecol Oncol Rep 2017;20:81-86.

 

 

Copyright © Theramex 2021

Log in with your credentials

Forgot your details?