Un progetto per migliorare l’assistenza ai malati di Aids

In vista del 1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’ Aids, la Simit (Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali) ha presentato Hiv Patient’s Journey, un progetto interdisciplinare mirato a ottimizzare la gestione delle persone con infezione da Hiv, che vede riuniti infettivologi, psicologi, farmacisti, infermieri, assistenti sociali; una vera ‘mappatura del percorso assistenziale’.

Il direttore del Dipartimento Malattie Infettive del Policlinico Tor Vergata di Roma, Massimo Andreoni, presidente Simit, spiega: «Il percorso prevede che il paziente sia seguito in tutte le fasi della sua storia, dall’ingresso nella struttura di cura alla gestione ottimale della patologia; una mappa nella quale sono individuati sia gli snodi critici, sia le figure professionali che possono essere coinvolte. Infettivologi, infermieri, ma anche farmacisti ospedalieri; il ruolo dei farmacisti è, infatti, fondamentale nella gestione del paziente con Hiv. È a lui che spetta l’erogazione del farmaco e di conseguenza il monitoraggio dell’aderenza al trattamento; un aspetto basilare per il successo della terapia».

Adriano Lazzarin, direttore del Dipartimento di Malattie Infettive presso l’Istituto Scientifico San Raffaele di Milano, aggiunge: «Il modello di cura proposto è centrato sui bisogni specifici delle persone, considerando il loro vissuto fuori dall’ospedale e gli aspetti emozionali; una delle novità del progetto, infatti, è il coinvolgimento dei pazienti nella definizione del percorso di cura. Chi meglio di loro, infatti, conosce quali sono le esigenze e le necessità specifiche? La sfida futura è sviluppare le strategie di ottimizzazione della gestione della persona per un periodo di tempo che, nella maggior parte dei casi, dura una vita». Un progetto, dunque che unisce competenze multidisciplinari per cure altamente specializzate. 

 

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