Test genetici: una ricerca europea denuncia i potenziali rischi

Sono sempre più diffusi i test genetici, grazie anche alla possibilità di acquistarli su internet; con questi test, attraverso l’esame del Dna ottenuto da un campione di sangue, si possono avere informazioni sulla probabilità di sviluppare una malattia, fare lo screening prenatale o identificare l’alimentazione migliore per il proprio organismo (nutrigenomica).
Recentemente l’Easac (European Academies Science Advisory Council, il Comitato di consulenza delle Accademie scientifiche europee) e la Feam (Federation of European Academies of Medicine, la Federazione europea delle Accademie di Medicina) hanno presentato il Rapporto Test genetici diretti al consumatore per scopi sanitari nell’Unione Europea, nel quale si pronunciano contro la vendita senza controllo su internet dei test, in quanto non sono clinicamente validi, possono presentare dei rischi per il consumatore e costituire un aggravio dei costi sanitari degli Stati a causa delle successive verifiche di controllo.

Il fenomeno è in continua crescita negli Stati Uniti, dove il 5% delle persone ha già utilizzato test genetici; in Italia non sono ancora disponibili i dati, ma il Servizio Sanitario Nazionale ha iniziato a rilevare l’aggravio dei costi costituito dalle verifiche richieste per il controllo dei risultati dei test.
Renato Balduzzi, ministro della Salute, osserva: «La medicina predittiva è una delle frontiere del futuro ma bisogna evitare che diventi un business e bisogna fare in modo che si ispiri al criterio dell’appropriatezza».

Per valutare e prevenire le conseguenze dell’uso incontrollato dei test predittivi, il Ministero della Salute ha predisposto diversi progetti, fra cui un censimento dei test da svolgere in alcune regioni “…per l’istituzione di un registro dell’offerta e la promozione di interventi formativi per i medici prescrittori”.
Da marzo sarà attivo un sito internet, gratuito, per duemila medici di medicina generale, igienisti, oncologi, ginecologi, neurologi, perché siano in grado di fornire una corretta prescrizione e interpretazione dei risultati dei test; anche i cittadini potranno accedere a una piattaforma web per avere direttamente informazioni sui test e la loro utilità, e sui laboratori italiani che sono in grado di eseguirli e i loro costi.
Stefania Boccia, docente presso l’Istituto di Igiene dell’Università Cattolica Sacro Cuore di Roma, responsabile del Laboratorio di Epidemiologia Genetica e Genomica di Sanità Pubblica e coordinatore nazionale del gruppo Genisap (Network Italiano per la Genomica in Sanità Pubblica) presso il Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico A. Gemelli, spiega: «Riteniamo che un punto chiave per informare i cittadini sia rappresentato dai medici. Sono allo studio iniziative di comunicazione dei rischi (e dei potenziali benefici) dovuti all’uso di tali test, dirette ai cittadini da parte del gruppo di lavoro da me coordinato presso l’Istituto di Igiene della Cattolica di Roma assieme al professor Walter Ricciardi, direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli».

 

Fonte
Test genetici diretti al consumatore per scopi sanitari nell’Unione Europea

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