Terapia ormonale sostitutiva in menopausa: il nuovo decalogo di IMS ed EMA, marzo 2013

Terapia ormonale sostitutiva (TOS): per fare un po’ di chiarezza e riallineare le posizioni a proposito del suo utilizzo nella donna in menopausa, la International Menopause Society e la European Menopause and Andropause Society (EMAS) hanno sottoscritto un nuovo Global Consensus Statement che raccoglie i punti chiave condivisi ed approvati dalla comunità scientifica internazionale, per offrire una guida pratica e di riferimento a medici e pazienti sull’uso più idoneo della Terapia Ormonale Sostitutiva (TOS). Queste conclusioni sono state pubblicate in parallelo dalle autorevoli riviste Climateric eMaturitas il 15 marzo 2013.

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Punti chiave del nuovo Position Statement IMS/EMA

  1. La TOS è il trattamento più efficace per i sintomi vasomotori associati alla menopausa e i benefici superano i rischi nelle donne con età inferiore a 60 anni o nei primi 10 anni dopo la menopausa nelle donne a rischio prima dei 60 anni o entro 10 anni dall’avvenuta menopausa (fine delle mestruazioni).
  2. La TOS è efficace e appropriata per prevenire le fratture correlate all’osteoporosi.
  3. Esistono molte evidenze (metanalisi, studi clinici randomizzati, dati osservazionali) che la TOS a dosi standard con solo estrogeno possa diminuire la mortalità per tutte le cause e il rischio di cardiopatie.
    Dati simili sono stati evidenziati con TOS combinata estro-progestinica sulla mortalità nella stessa casistica.
  4. La terapia locale a basso dosaggio con estrogeni è preferita nelle donne i cui sintomi siano limitati a secchezza vaginale o disturbi durante i rapporti sessuali.
  5. La terapia per via sistemica con solo estrogeno è adeguata nelle donne sottoposte a isterectomia, mentre in pazienti con utero conservato deve essere associata a un progestinico.
  6. L’opzione della TOS è una decisione individuale in termini di qualità di vita e benefici sulla salute così come per i fattori di rischio soggettivi come età, intervallo di tempo trascorso dalla menopausa e rischio di tromboembolismo, ictus, malattia ischemica e cancro alla mammella.
  7. Il rischio di tromboembolismo venoso e di ictus ischemico aumenta ma resta raro con la TOS per via orale, sembra essere minore con la somministrazione per via transdermica.
  8. ll rischio di cancro al seno nelle donne che hanno superato i 50 anni è un questione complessa. L’aumento del rischio è associato principalmente alla componente progestinica della TOS e alla durata della terapia, è basso e decresce dopo la sospensione del trattamento.
  9. Dose e durata della TOS devono essere coerenti con il raggiungimento degli obiettivi terapeutici prefissati e gli aspetti di rischio/beneficio che vanno valutati sul profilo individuale della donna.
  10. Nelle pazienti con insufficienza ovarica prematura, la TOS per via sistemica è raccomandata almeno fino all’età media della menopausa naturale.

Due controindicazioni accertate

  • l’impiego di composti ormonali bioidentici non è raccomandato
  • la TOS non è indicata nelle donne con  tumore al seno pregresso o in corso.
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