Si all’allattamento al seno anche per le donne in trattamento con antiepilettici

Per anni l’ allattamento al seno è stato sconsigliato alle mamme affette da epilessia, nel timore di potenziali rischi per la salute del bambino, causati dal passaggio dei farmaci antiepilettici (AED) nel latte materno. Oggi, alla luce di nuovi dati disponibili, gli esperti sono convinti che i benefici dell’allattamento materno superino di gran lunga i rischi, anche nelle donne in trattamento con AED.   I benefici dell’ allattamento materno, sia nella madre che nel bambino sono molteplici. I bambini che ricevono latte materno per almeno 6 mesi, hanno un rischio ridotto di mortalità infantile e di “morte in culla” e una diminuita incidenza di malattie infettive, autoimmuni, cardiovascolari e metaboliche. Diversi studi hanno evidenziato inoltre un miglioramento delle capacità cognitive, sia in età pre-scolare che scolare. Anche i vantaggi per le madri sono rilevanti: minore incidenza di osteoporosi, di tumore al seno e all’ovaio. Inoltre, l’allattamento materno aiuta ad avere una relazione madre-bambino più stabile e gratificante, e protegge dalla depressione post-partum. E’ davvero difficile rinunciare a tutti questi vantaggi, prima di farlo è necessario essere sicuri che i rischi siano superiori ai benefici. Due recenti studi di coorte hanno evidenziato che alcuni AED, come valproato, fenitoina, carbamazepina e lamotrigina, sono dannosi per il feto se assunti dalla madre in gravidanza, ma non per il neonato durante l’allattamento, in quanto passano nel latte materno in quantità trascurabile. In particolare, uno studio che ha valutato le capacità cognitive di bambini di madri con epilessia (studio NEAD- Neurodevelopmental Effects of Antiepileptic Drugs), ha concluso che gli AED assunti dalle madri durante l’allattamento (in monoterapia), potrebbero addirittura contrastare l’effetto negativo degli stessi farmaci assunti durante la gravidanza. Questi risultati incoraggianti necessitano ovviamente di ulteriori conferme, soprattutto sugli AED più recenti, sulle dosi e sulla durata dell’allattamento. Nel frattempo si possono abbandonare gli allarmismi e valutare caso per caso, prima di imporre una rinuncia che può avere importanti ripercussioni sul piano fisico e psicologico per la mamma e per il bambino.  

Fonti

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