Screening preconcezionale per evitare le malattie infettive in gravidanza

Si è svolto a Napoli nelle scorse settimane il Convegno dell’Associazione Microbiologici Clinici Italiana (Amcli) focalizzato su Il ruolo del laboratorio nella diagnosi delle malattie infettive.
Nel corso del congresso sono state presentate le linee guida per i percorsi diagnostico-assistenziali sulle malattie a trasmissione sessuale e materno fetale, evidenziando che la scarsa aderenza allo screening preconcezionale è all’origine della criticità che si registra; in Campania, per esempio, soltanto il 6,6% delle donne aderisce allo screening preconcezionale per le malattie infettive.
Gli specialisti riuniti nel congresso hanno auspicato “…Una stretta condivisione di percorsi diagnostici tra esperti di laboratorio e medico curante, per giungere in maniera tempestiva, adeguata e certa, alla definizione dell’infezione in atto, della trasmissione o no dell’infezione al feto e per attivare l’intervento terapeutico”.
Per sottolineare l’importanza di sottoporsi allo screening, Riccardo Smeraglia, dell’UO Microbiologia e Virologia – Aorn Azienda Ospedaliera Dei Colli – Monaldi-Cotugno-Cto di Napoli, ha illustrato alcuni dati: «Tra quante non lo effettuano, il 44% risulta suscettibile all’infezione da toxoplasma, l’8% all’infezione da citomegalovirus, e il 7% all’infezione da rosolia; le infezioni in atto riscontrate al ricovero sono tra lo 0,1-0,2%. Visto che soltanto il 6,6% delle donne si sottopone a counselling prima della gravidanza, è auspicabile la sensibilizzazione a sottoporsi allo screening preconcezionale».

 

Fonte
Convegno nazionale dell’Associazione dei microbiologi clinici italiani (Amcli),  Napoli 23 ottobre

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