Preservare la fertilità dopo la mastectomia per carcinoma mammario

Alla XVII Edizione della Milan Breast Cancer Conference sono stati presentati progressi importanti nella lotta al tumore della mammella, orientati a migliorare la qualità di vita, inclusa la possibilità di avere figli dopo la cura.   L’Istituto Europeo di Oncologia (IEO), nel corso della XVII Edizione della “Milan Breast Cancer Conference”, il più importante appuntamento internazionale sul tumore della mammella, ha presentato il perfezionamento della mastectomia conservativa, o “nipple sparing”, grazie alla cooperazione di chirurghi senologi e chirurghi plastici. Questa nuova tecnica permette di conservare l’estetica del proprio seno anche quando è necessaria l’asportazione dell’intera ghiandola mammaria, come nel noto caso di Angelina Jolie.   Grazie all’accuratezza della diagnostica per immagini e dei test genetici, il tumore alla mammella viene identificato sempre più precocemente, facilitando un approccio più conservativo. Il chirurgo è spesso in grado di rimuovere la ghiandola preservando la cute e il complesso areola-capezzolo (salvo i casi in cui la malattia è estesa a quest’area) e subito dopo il chirurgo plastico ricostruisce la mammella originaria inserendo una protesi. In questo modo vengono conciliate al meglio le esigenze oncologiche e quelle estetiche.   Inoltre, visto l’aumento della diagnosi in età fertile e il progressivo slittamento della maternità, lo IEO ha messo a punto un percorso di protezione della funzione ovarica e di preservazione ovocitaria, che permette di coronare il sogno di una gravidanza, nonostante il tumore.    

Fonte

Milan Breast Cancer Conference 23-26 giugno 2015, Milano, Italia

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