Pap test: negli Usa se ne fanno troppi?

Il Behavioral Risk Factor Surveillance System dei Cdc statunitensi (Centers for Disease Control and Prevention, Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie), che è il più importante sistema di monitoraggio delle condizioni di salute della popolazione americana, ha segnalato che oltre la metà delle donne che si sono sottoposte al Pap test dal 2000 al 2010 dopo aver subito l’asportazione dell’utero, avrebbero potuto farne a meno; secondo i risultati dell’analisi, infatti, poiché nella quasi totalità dei casi (94%) con l’utero viene asportata anche la cervice, l’esame citologico non solo è inutile ma può dare risultati falsamente positivi.
Fra i 22 milioni di donne che, nel corso degli anni che sono stati oggetto dell’analisi, si sono sottoposte al Pap test dopo l’isterectomia, la percentuale è scesa dal 73,3% del 2000 al 58,7% del 2010, una percentuale comunque molto alta.
Diane Harper, ricercatore nel campo della prevenzione del cancro ginecologico presso la Dartmouth Medical School di Hanover, nel New Hampshire, osserva: «È ampiamente dimostrato che la maggior parte delle donne non è bene informata su cosa sia il Pap test. Inoltre, in seguito alle campagne sui vaccini contro il Papilloma virus, che hanno evidenziato la sua responsabilità nel cancro vulvare, vaginale e anale, i medici hanno erroneamente ritenuto opportuno far sottoporre al Pap test anche le pazienti isterectomizzate, nei casi di rischio di esposizione al virus, per una diagnosi precoce di cancro vaginale; questa opinione si sta diffondendo, nonostante sia sbagliata».
Il cancro vaginale, infatti, è raro e non si sa quale sia il valore degli esami citologici per diagnosticare il carcinoma vaginale quando la cervice è stata asportata.
L’alto numero di Pap test eseguiti negli Stati Uniti è imputabile anche alla giovane età in cui inizia lo screening, 21 anni, e la frequenza dell’esecuzione del test, ogni anno anziché ogni tre. Secondo i dati diffusi dall’Aiom (Associazione Italiana di Oncologia Medica), aumenta in Italia il numero delle donne che si sottopongono al Pap test, soprattutto nel Nord, dove la risposta alle convocazioni delle Asl raggiunge i livelli della media dei paesi europei.

 

Fonte
Cdc di Atlanta (dati 2000-2010) del Behavioural Risk Factor Surveillance System

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