Oms: le Linee Guida per gli Adolescenti contro l’ Aids

In occasione del 1° dicembre, Giornata Mondiale contro l’ Aids, l’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha pubblicato le Linee Guida per gli Adolescenti, considerati a rischio a causa della loro vulnerabilità, sia sociale che economica; le Linee guida contengono l’esortazione ai governi perché pianifichino programmi di screening e servizi Hiv e Aids, e adottino campagne mirate ai bisogni e alle abitudini dei ragazzi.

Gli adolescenti, dai 10 ai 19 anni, e i giovani, dai 20 ai 24 anni, hanno infatti necessità di una comunicazione adatta al loro linguaggio e alle situazioni che vivono, come, per esempio, quelli che risiedono in aree di diffusione dell’epidemia, in particolare se sono ragazze, o quelli che appartengono a gruppi a rischio, come i consumatori di droghe sintetiche, o che sono imprudenti nei loro comportamenti sessuali.

In sintesi, i punti principali del documento:
– maggiori attenzioni e un approccio distinto, apposta per i giovani;
– inserimento di servizi specifici nelle politiche nazionali contro l’Hiv;
– diversi approcci per i diversi gruppi di giovani;
– riaggiornamento continuo delle normative nazionali per aumentarne l’efficacia;
– facilitazione dell’accesso ai test, per gli adolescenti, soprattutto nelle zone più a rischio;
– legame stretto ed efficace fra test e servizi di prevenzione e di cura;
– facilitazione dell’accesso ai farmaci antiretrovirali, e verifica dell’aderenza al trattamento;
– coinvolgimento dei ragazzi per indirizzare i servizi Hiv alle loro necessità.

Si legge nel documento: “Un aumento dei servizi di testing e counselling potrebbe portare a diagnosi precoci, cure più efficaci e riduzione della mortalità. Data la sempre maggiore disponibilità di farmaci e degli interventi di prevenzione, la diagnosi precoce e la sorveglianza epidemiologica possono concorrere a ridurre la trasmissione e l’incidenza dell’Hiv, nonché la morbilità e la mortalità legate all’ Aids.
Ci sono troppe problematiche legate all’adolescenza che ancora non sono comprese del tutto; tra queste c’è anche quella che riguarda gli effetti che ha, a lunghissimo termine, l’inizio della terapia in giovanissima età, prima che abbiano luogo i cambiamenti fisici e psicologici del passaggio all’età adulta”.

Molti paesi, infatti, hanno adottato servizi specifici per bambini e adulti ma hanno trascurato le età intermedie; in particolare, raccomanda l’Oms, è necessario attivare studi specifici sull’Hiv negli adolescenti, superando le difficoltà legate alla necessità di ottenere il consenso informato.
Le linee guida finora adottate sull’uso degli antiretrovirali forniscono indicazioni sui farmaci e sull’età in cui iniziare le terapie e monitorarne i risultati sui pazienti più giovani, e su quando passare dalle terapie per bambini a quelle per adulti; sono anche raccomandate campagne per la diffusione di esami per accertare la presenza dell’Hiv mirate ai giovani, per ottimizzarne l’effetto e la correttezza.

 

Fonti
Quotidiano Sanità, 26 novembre 2013

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