Microbiota vaginale somministrato ai neonati con parto cesareo. Utile o no?

Suscita dubbi nei medici la pratica che si sta diffondendo di applicare al neonato da parto cesareo un contatto forzato con il fluido vaginale materno

 

Il microbiota consiste nella popolazione di microbi che colonizza il nostro corpo. Il microbiota conta un numero di cellule 10 volte più numerose di quelle del corpo umano e presenta una singolare individualità. Le comunità microbiche variano infatti a seconda dei distretti corporei e da una persona all’altra. Sono state inoltre riscontrate alcune relazioni tra variazioni del microbiota e insorgenza di determinate patologie. Questi dati hanno indotto un’attenzione crescente alla possibile implicazione che può avere il microbiota nel mantenimento della salute di tutto l’organismo. Un microbiota “sano” ed efficiente potrebbe infatti contribuire, con vari meccanismi relativi non solo relativi ad aspetti immunologici, a prevenire l’insorgenza di numerose malattie.

L’individualità del microbiota ha il suo inizio con la nascita stessa, quando attraverso il parto il bambino riceve una prima “inseminazione” fornita dal corpo materno, nel conatto con il fluido vaginale. Da questa indicazione è sorta una suggestiva teoria che lascerebbe immaginare un possibile “deficit” nella formazione del proprio microbiota nei bambini che nascono tramite parto cesareo. Risulta infatti che i neonati da parto cesareo hanno un microbiota che assomiglia maggiormente a quello della pelle materna, mentre in neonati nati per via vaginale hanno un microbiota simile a quello della vagina materna.

Si sta pertanto diffondendo la pratica di una “semina vaginale” per i bambini nati con parto cesareo. Tramite l’uso di un tampone di garza viene trasferito del fluido vaginale materno – e quindi microbiota vaginale – al neonato con parto cesareo.

Un recente studio inglese, pubblicato sul British Medical Journal, condotto da Aubrey Cunnington, pediatra dell’Imperial College London, ha tuttavia sollevato dubbi e perplessità, relativamente al rischio di infezioni per il bambino, sottoposto all’esposizione forzata con i batteri vaginali. I dati attuali non permettono infatti di assicurare che il rischio potenziale di danni per il neonato siano giustificati da reali benefici, non esistendo alcuna prova scientifica al riguardo.

Viene invece ribadita l’importanza dell’allattamento al seno, che – oltre hai già noti benefici – ha anche un effetto potente sul microbiota in via di sviluppo.

 

Fonte

Cunnington AJ, Sim K, Deierl A, et al. “Vaginal seeding” of infants born by caesarean sectionBMJ 2016;352:i227

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