La sclerosi multipla ha correlazione con la prolattina

Uno studio di revisione condotto da ricercatori dell’Università di Calgary, in Canada, ha rilevato che nel corso della gravidanza diminuisce la percentuale di recidive annuali di sclerosi multipla, ma cresce nei primi tre mesi dopo il parto, periodo nel quale sono alti i livelli di prolattina (Prl); gli specialisti consigliano di interrompere il ß-interferone.
È già noto fra i neurologi che per le donne con patologie neuroimmunologiche come la sclerosi multipla, la miastenia gravis o la neuromielite ottica, la gravidanza e il parto costituiscono un problema grave; i risultati dello studio canadese, che hanno evidenziato l’associazione fra prolattina e sclerosi multipla, possono costituire un elemento per chiarire il possibile ruolo della Prl nella fisiopatologia e nel trattamento della malattia.
Valori superiori alla norma di prolattina (iperprolattinemia) possono essere collegati a recidiva clinica nella sclerosi multipla, soprattutto nei pazienti che hanno lesioni ipotalamiche o neurite ottica, ma non è ancora chiaro se questo è una causa o la conseguenza di una ricaduta. La ricerca comunque, ha verificato che un alto livello di prolattina è più frequente fra i pazienti con sclerosi multipla rispetto ai controlli.

 

Fonte 
Zhornitsky S, Yong VW, Weiss S, Metz LM. Prolactin in multiple sclerosis. Mult Scler 2012 (In press)

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