La popolazione occidentale invecchia e l’osteoporosi cresce

Nel corso del 97° Congresso nazionale Siot (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia) che si è tenuto a Roma, è stato sottolineato come l’invecchiamento della popolazione italiana e di tutti i paesi del mondo occidentale, sia causa della continua crescita dell’osteoporosi e del conseguente aumento del rischio di fratture ossee; è stato calcolato che nei paesi dell’Unione Europea il costo causato dalle fratture ossee, composto dalla somma dei costi dei ricoveri ospedalieri, dell’invalidità e delle pensioni, arriverà nel 2050 a circa 76 miliardi di euro, dai 31 miliardi spesi nel 2000.
All’impatto economico delle fratture ossee va aggiunto quello sociale: il 20% delle persone muoiono a un anno dall’episodio, il 40% non è in grado e di camminare autonomamente, per il 60% si riduce la capacità di mangiare e di provvedere alla propria igiene personale, e l’80% vede diminuire la possibilità di svolgere attività come fare la spesa o salire e scendere le scale.
Nel mondo ogni tre secondi una persona si frattura un osso a causa dell’osteoporosi; in Italia sono cinque milioni le persone che soffrono di questa patologia, che non si manifesta con sintomi fino alla frattura, causata dall’indebolimento delle ossa. Purtroppo spesso la frattura non viene messa in relazione con l’osteoporosi, e questo impedisce di applicare le dovute terapie; Paolo Cherubino, neoeletto presidente Siot, spiega: «Le fratture da fragilità possono avvenire a carico di qualsiasi segmento scheletrico, ma più frequentemente sono interessati il femore prossimale, le vertebre, il polso e l’omero prossimale. L’ortopedico è spesso il primo e unico specialista a cui il paziente con osteoporosi si rivolge; è quindi nostro compito affrontare il problema dell’osteoporosi con trattamenti specifici non solo chirurgici, ma anche farmacologici, per prevenire gli eventi fratturativi. La Siot in futuro proseguirà la sua attività di studio e formazione, per sensibilizzare i chirurghi ortopedici a come affrontare al meglio la gestione del paziente con fratture da fragilità».

 

Fonte
97° Congresso Nazionale della Società italiana di ortopedia e traumatologia (SIOT), Roma 10-14 novembre 2012

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