La cocaina in gravidanza predispone i figli a diventarne consumatori

“Questo studio è un messaggio per le donne gravide che usano cocaina: i loro figli non solo rischiano più degli altri di avere disturbi del comportamento, ma hanno anche maggiori possibilità di consumare a loro volta cocaina”, questo il commento di John Krystal, direttore della rivista Biological Psychiatry, che ha pubblicato lo studio di un gruppo di ricercatori della Yale School of Medicine, di New Haven nel Connecticut, che hanno scoperto che il volume di materia grigia si riduce nelle regioni frontali e posteriori del cervello degli adolescenti esposti alla cocaina durante la fase prenatale.

Il deficit di materia grigia è legato a diversi disturbi, come l’anoressia, i disturbi dell’attenzione, la schizofrenia; pur con i limiti dovuti alle difficoltà di condurre studi si esseri umani, si è potuto riscontrare che questi disturbi sono presenti nei bambini esposti alla cocaina in utero, che in più hanno anche una predisposizione a utilizzarla, una volta cresciuti.
Nel corso dello studio sono stati osservati 63 ragazzi e ragazze senza malattie mediche o mentali significative, di età fra i 14 e i 17 anni, quella in cui è più frequente l’avvio al consumo di cocaina, divisi in due gruppi: 21 di controllo, e 42 le cui madri avevano fatto uso di cocaina durante la gravidanza, e che facevano parte di una coorte che li seguiva dalla nascita.

I giovani sono stati intervistati sull’uso delle droghe e sottoposti a neuroimaging cerebrale; inoltre, sono state analizzate le loro urine per rilevare l’eventuale presenza di sostanze stupefacenti.

Lo psichiatra Kenneth Rando, coautore dell’articolo, spiega: «Studi su animali dimostrano che l’esposizione alla cocaina durante lo sviluppo in utero, altera il normale sviluppo del cervello e influisce negativamente sul comportamento dalla nascita all’età adulta. Ora, i risultati della ricerca dimostrano quanto ci si aspettava: rispetto ai controlli, il gruppo esposto alla cocaina presentava ridotti volumi di materia grigia nelle regioni cerebrali frontali e limbiche, cioè proprio quelle coinvolte nelle sfere emozionali e mnemoniche».
Inoltre, è stato rilevato che il calo della materia grigia era legato inversamente all’inizio dell’uso della sostanza, cioè per ogni millilitro di riduzione di materia cerebrale, aumentavano in modo rilevante le probabilità di cominciare a usarla. 

 

Fonte
Rando K et al – Prenatal cocaine exposure and gray matter volume in adolescent boys and girls: relationship to substance use initiation. Biol Psychiatry 2013 Oct 1;74(7):482-9. Epub 2013 Jun 14 

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