Fumo in gravidanza e ADHD neonatale: confermata l’associazione. Ancora in studio le cause

Fumare in gravidanza aumenta il rischio fetale/neonatale del disturbo da deficit di attenzione/iperattività (ADHD) nella prole, anche se le future mamme usano sostituti della nicotina. Sono i recenti risultati di uno studio epidemiologico danese che ha coinvolto oltre 84.800 neonati nati nel periodo 1996-2002 e seguiti fino al 2011.

A ciascuna futura mamma è stato chiesto se lei o il compagno/marito fumasse, se usavano sostituti della nicotina (gomme, cerotti o spray), o se avessero (lei o entrambi) smesso prima della gravidanza. Nel corso dello studio, i medici hanno registrato le diagnosi ospedaliere di ADHD o l’uso di farmaci per il disturbo, riscontrato nel 2% dei partecipanti.

 

I risultati dello studio
Lo studio conferma, in una casistica più ampia, risultati già emersi in altre indagini precedenti,  ma il ruolo causa-effetto rimane in discussione.

«Questo non vuol dire necessariamente che l’esposizione alla nicotina provochi l’ADHD» afferma Carsten Obel, coautore dell’articolo pubblicato su Pediatrics, ed epidemiologo al Dipartimento di sanità pubblica dell’Università di Aarhus,  Danimarca.

«D’altra parte” continua Obel “ il fumo materno può anche rappresentare un indicatore di fattori ambientali familiari o genetici che causano l’associazione: l’ADHD, infatti, ha un elevato livello di ereditabilità, e il fattore fumo si riscontra con maggiore frequenza nelle famiglie con il disturbo di iperattività, rispetto a quelle dove non compare.»

 

Rispetto ai bambini con genitori che non fumavano, quelli con due genitori fumatori mostravano una maggiore probabilità (83% in più) di sviluppare ADHD. Il fumo materno, sia di nicotina, sia di sostituti, è risultato un maggior fattore predittivo del rischio del disturbo rispetto al fumo paterno.

«I nostri risultati suggeriscono che l’esposizione intrauterina al fumo di tabacco può avere un effetto prenatale sul rischio fetale di ADHD. Non si può tuttavia escludere il ruolo di altri fattori condizionanti: familiari, genetici o forse legati all’assistenza post-partum. » ha concluso Obel. In ogni caso, è necessario ancora approfondire con ulteriori studi le possibili ragioni di quest’associazione documentata.

 

Fonte
Zhu JL et al –Parental smoking during pregnancy and ADHD in children: the danish national birth cohort. Pediatrics 2014 Aug;134(2):e382-8

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