COVID-19: il “sesso debole” non è la donna ma l’uomo

Ipotesi sulla differenza di genere nella letalità e possibilità di intervento terapeutico

Quasi 700 partecipanti tra YouTube e la piattaforma Zoom per seguire oggi il seminario sul “Sistema endocrino-riproduttivo e COVID-19” coordinato dal prof. Carlo Foresta dell’Università di Padova, con la partecipazione di esperti provenienti dalle più prestigiose università italiane. Si è discusso molto sulle attuali conoscenze relative ai meccanismi attraverso i quali il SARS-CoV-2 presenta manifestazioni cliniche di diversa gravità e frequenza nei due sessi, e di come queste possano indicare nuove e mirate strategie farmacologiche.

Dalla discussione è emerso che le conoscenze attuali escludono che il testicolo possa essere una sede di accumulo del virus e quindi avere un ruolo nella gravità della patologia. D’altra parte ad oggi in nessun caso è stato individuato il virus nel liquido seminale di soggetti infetti.

Le cause della maggior gravità e letalità da COVID-19 nel sesso maschile va quindi ricercata nelle intrinseche differenze ormonali e genetiche tra i due generi.
Il prof. Foresta, coadiuvato dalla dott.ssa Rocca e dal dott. Di Nisio dell’Università di Padova, ha evidenziato come cause genetiche e ormonali siano alla base della diversità di manifestazioni cliniche nei due sessi. La diversa costituzione dei cromosomi sessuali, XX nelle donne e XY negli uomini, può determinare una predisposizione del maschio a sviluppare forme più severe dell’infezione. Inoltre gli ormoni maschili, come il testosterone, facilitano l’estensione dell’infezione e quindi lo svilupparsi di manifestazioni cliniche più gravi.
Il dott. De Toni dell’Università di Padova del gruppo del prof. Foresta ha proposto, sulla base delle evidenze scientifiche internazionali, varie ipotesi di trattamento genere-specifico, analizzando molecole anti-androgeniche già utilizzate per il trattamento del tumore alla prostata. Inoltre ha sottolineato la possibilità che un farmaco in sperimentazione, il Camostat mesilato, agisca bloccando il meccanismo d’ingresso del virus, con possibile riduzione della capacità infettante.

Durante il seminario, il prof. Costa dell’OEI di Genova ha affrontato il tema del COVID-19 nelle donne in gravidanza, che pare abbiano la stessa probabilità di ammalarsi e la gravidanza non peggiora l’andamento clinico del COVID-19. In gravidanza, va valutata però con attenzione la presenza di fattori di rischio che aggravano il decorso del COVID-19 (ipertensione, obesità, diabete, patologie immunitarie o rischio di trombosi). Frequentemente le donne in gravidanza positive al tampone risultano asintomatiche, tanto da suggerire ai ginecologi cautela per il contagio in tutte le gravidanze anche in assenza di sintomi. Infine è stato sottolineato che i neonati possono contrarre l’infezione dalla madre solo dopo la nascita, poiché non è ancora unanime il giudizio sulla possibile trasmissione attraverso la placenta.

Ha concluso il seminario l’intervento del prof. Doria dell’Università di Padova che ha affrontato l’approccio terapeutico nel contrastare la tempesta infiammatoria tipica delle manifestazioni cliniche più gravi. L’ampia variabilità delle manifestazioni cliniche dipende dalla capacità del nostro organismo di elaborare una risposta immunitaria efficiente. Questo avviene attraverso la produzione di una grande quantità di citochine pro-infiammatorie ed è proprio l’infiammazione non controllata ad indurre la polmonite ed altre gravi complicanze. Nella relazione sono state illustrate le molecole attualmente in uso, anche in via sperimentale, per contrastare l’infiammazione, tra cui i principali sono clorochina ed idrossiclorochina, colchicina, anti recettore dell’IL-6 (interleuchina 6) e anti recettore dell’IL 1. Questi farmaci sono impiegati nelle situazioni emergenziali e sono in corso studi clinici multicentrici approvati per valutare l’efficacia clinica di questi approcci terapeutici.
Il seminario si è concluso dopo un ampio dibattito al quale hanno partecipato esperti multidisciplinari. Il seminario resta visibile sulla pagina Youtube dell’ Università di Padova https://www.youtube.com/watch?v=ohb6Y3WMqZs

 

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Per informazioni: Professor Carlo Foresta, ordinario di Endocrinologia – Università degli Studi di Padova, Mobile. 348.3022559

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