Contro i medici, una denuncia su dieci è a carico dei ginecologi

Nel corso del Congresso nazionale Sigo-Aogoi-Agui, che si è concluso a Napoli nei giorni scorsi, è stato lanciato l’allarme sul peso dei contenziosi nella vita professionale dei ginecologi e degli ostetrici italiani.

Il presidente dell’Aogoi (Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani), Vito Trojano, denuncia: «L’Italia è l’unico paese al mondo (insieme, per certi versi, a Polonia e Messico) in cui gli errori clinici sono perseguibili penalmente; un’anomalia che rende sempre più difficile svolgere il nostro lavoro in tranquillità. Il 10% delle denunce contro i camici bianchi è a carico di noi ginecologi, e nella stragrande maggioranza delle volte i casi di presunta malasanità si risolvono con un’archiviazione; inoltre, il 62,7% delle strutture sanitarie è privo di assicurazione per colpa grave. Una possibile soluzione è di stabilire un tetto massimo dei risarcimenti, come avviene già, per esempio, negli Stati Uniti».

Il presidente dell’Agui (Associazione Ginecologi Universitari Italiani), Massimo Moscarini, aggiunge: «Secondo le nostre previsioni, nel prossimo decennio mancheranno all’appello oltre 500 specialisti; è necessario che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca preveda già dal prossimo anno accademico un aumento del numero di specializzandi in ginecologia e ostetricia che, nell’aprile di quest’anno è stato solo di 211 nuovi studenti». Un futuro non certo roseo, per i ginecologi italiani.

 

Fonte
88° Congresso Nazionale SIGO, Napoli, 6-9 ottobre 2013 

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