Contraccezione ormonale e depressione: c’è davvero un nesso?

I dati di un recente studio danese sulla possibile correlazione tra contraccezione ormonale e depressione, confutati da altri studi e dagli esperti della SIC.

Ha suscitato un discreto clamore uno studio danese che ha posto il dubbio di una possibile associazione positiva tra uso della contraccezione ormonale e depressione. Lo studio, prospettico di coorte, partendo dal riscontro che la contraccezione ormonale sia in grado di influenzare il tono dell’umore in alcune donne, ha esaminato i dati nazionali di prescrizione dei contraccettivi ormonali e quelli del Psychiatric Central Research Register danese. Sono state seguite in totale 1.061.997 donne (età media 24,4 anni; con un follow-up medio di 6,4 anni), dal 1° gennaio 2000 al dicembre 2013. Le donne incluse non avevano una pregressa diagnosi di depressione. È risultato che le donne utilizzatrici di contraccettivi orali combinati avevano un rischio relativo di usare per la prima volta un antidepressivo di 1,23 volte superiore rispetto alle non utilizzatrici. Il rischio di una relazione “contraccezione ormonale e depressione” sarebbe particolarmente rilevante per le adolescenti (15-19 anni). Quelle che avevano usato contraccettivi orali combinati presentavano infatti un rischio di prima prescrizione di antidepressivi di 1,8, mentre per quelle con pillola di solo progestinico il rischio saliva a 2,2. Gli Autori dello studio hanno quindi concluso che “l’uso della contraccezione ormonale, soprattutto tra le adolescenti, è stato associato a un conseguente uso di antidepressivi e a una prima diagnosi di depressione”. Gli Autori hanno però specificato che manca la dimostrazione del chiaro rapporto causa-effetto tra contraccezione ormonale e depressione e sono quindi necessari ulteriori studi che valutino se la depressione è davvero un potenziale esito avverso dei contraccettivi ormonali.

La Società Italiana della Contraccezione (SIC) ha tuttavia spiegato che questo tipo di articoli, non supportati da più che approfonditi dati scientifici, rischiano di creare solo confusione e inutili allarmismi. Va infatti considerato che il collegamento tra l’uso di contraccezione ormonale e depressione è maggiore nelle adolescenti anche per le implicazioni psicologiche tipiche dell’età. Inoltre capita non di rado che una donna inizi ad assumere la pillola in periodi particolari della sua vita e che i cambiamenti d’umore possano quindi essere dovuti anche a fattori diversi rispetto all’assunzione della terapia ormonale. Per comprendere la relatività di queste osservazioni si può inoltre citare uno studio pubblicato sull’American Journal of Epidemiology da un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York, che ha rilevato un fenomeno opposto: fra le oltre 6mila donne tra i 25 e i 34 anni coinvolte nella ricerca l’assunzione della pillola non è risultata associata a un aumento del rischio di depressione, anzi, le donne che assumevano contraccettivi ormonali hanno riportato meno sintomi della depressione rispetto a quelle che si affidavano ad altri metodi o che non prendevano nessuna precauzione anticoncezionale.

Non bisogna quindi creare confusione su contraccezione ormonale e depressione basandosi su conclusioni mal interpretate e fuorvianti che non evidenziano i molti vantaggi della contraccezione ormonale. A fronte di questi dati assolutamente isolati altri lavori di recente pubblicazione continuano infatti ad affermare gli effetti positivi della contraccezione ormonale sulla comparsa dei tumori e in particolare su quello dell’ovaio.

 

Fonti 

– Skovlund CW, Mørch LS, Kessing LV, Lidegaard Ø. Association of Hormonal Contraception With Depression. JAMA Psychiatry 2016, Sep 28. doi: 10.1001/jamapsychiatry.2016.2387. [Epub ahead of print]

– Società italiana della contraccezione (SIC). Pillola e depressione. Cosa c’è di vero? Comunicato stampa. Milano, 13 ottobre 2016.

Keyes KM, Cheslack-Postava K, Westhoff C, et al. Association of hormonal contraceptive use with reduced levels of depressive symptoms: a national study of sexually active women in the United States. Am J Epidemiol 2013;178(9):1378-88

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