Contenzioso medico-legale: non pagano solo i medici

In Italia le cause di contenzioso medico-legale sono circa 30.000 ogni anno e la maggior parte (oltre il 98,8%) termina con un’assoluzione del personale medico-sanitario. Di queste, 1/10 riguarda i ginecologi. Così ha affermato il presidente AOGOI Vito Trojano, durante l’ultimo Congresso Nazionale SIGO-AOGOI-AGUI, tenutosi a Cagliari dal 28 settembre al 1 ottobre 2014. Le richieste di risarcimento raggiungono cifre insostenibili sia per il singolo professionista, sia per la struttura sanitaria, facendo lievitare enormemente i costi delle polizze assicurative professionali: dal 2011 ad oggi più del 5%. Questo penalizza soprattutto i giovani ginecologi, una risorsa preziosa per la nostra Sanità, che devono pagare fino a 7000 euro/anno. Inoltre, l’obbligo assicurativo è previsto solo per gli ospedali pubblici e non per le strutture private, generando un’evidente discriminazione. Tuttavia, non sono solo i medici a pagare lo scotto di questo fenomeno, bensì tutti i cittadini, che sostengono i costi, economici ed emozionali, della medicina difensiva. Nel timore dei contenziosi, l’azione dei medici non è libera e finalizzata al bene dei pazienti, ma alla tutela personale da eventuali denunce. Questo innesca la trappola dell’overtreatment, ovvero la scelta di esami e/o trattamenti eccessivi e inutili, che generano spesso risultati incerti o falsi positivi, innescando un circolo vizioso di accertamenti troppo ravvicinati e trattamenti invasivi, di fatto non necessari. La medicina difensiva costa al SSN circa 12 miliardi/anno, inoltre provoca un sovraccarico delle strutture, che non permette a chi ha veramente bisogno di usufruirne, a causa delle lunghe liste di attesa. Ma soprattutto, la medicina difensiva sovverte il ruolo della relazione medico-paziente, generando preoccupazione e ansia anziché fiducia nei pazienti. Risolvere questo problema è nell’interesse di tutti, medici e pazienti, soprattutto in un momento storico come questo, con poche risorse, che non dovrebbero essere sprecate, ma utilizzate per la formazione, dei medici giovani… e meno giovani.  

La Redazione TevaGyn.it

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