Ca mammario e linfonodi positivi (cN1): più sicura l’asportazione ascellare della biopsia

JAMA, the Journal of the American Medical Association, ha pubblicato i risultati di uno studio condotto dall’American College of Surgeons Oncology Group (Acosog), che dimostra come il tasso di falsi negativi alla biopsia del linfonodo sentinella superi il 10% fra le donne con carcinoma mammario e interessamento linfonodale iniziale, che siano state sottoposte a chemioterapia neoadiuvante; il tasso del 10% è ritenuto il limite massimo accettabile per questa procedura.

La prima autrice dell’articolo, il chirurgo Judy Boughey, dell’University of South Carolina, di Columbia, commenta: «I linfonodi ascellari sono un importante fattore prognostico nel cancro al seno, ma la loro asportazione completa dopo chemioterapia pre-chirurgica, per valutarne lo stato, espone ai potenziali effetti collaterali dell’intervento. Per evitare l’asportazione completa, è preferibile valutare il coinvolgimento linfonodale con la meno invasiva biopsia del linfonodo sentinella, che si traduce in un minor numero di effetti collaterali».

Secondo Boughey, questa procedura è affidabile per poter identificare la malattia linfonodale nelle donne clinicamente negative per linfonodi ascellari (cN0) ma quando la malattia linfonodale iniziale è in atto (cN1), è possibile che si verifichino falsi negativi, in quanto i linfonodi sentinella non contengono cellule neoplastiche che sono invece presenti in altri linfonodi; questa, la motivazione dello studio, lo Z1071, mirato a quantificare i falsi negativi.
Prosegue Boughey: «Dal 2009 al 2011 sono state 649 le pazienti che, dopo la chemioterapia, sono state sottoposte a biopsia del linfonodo sentinella e all’asportazione completa dei linfonodi ascellari; il tasso di falsi negativi è stato del 12,6%. Sarebbe dunque opportuno considerare strategie di selezione che portino a una maggiore sensibilità della biopsia del linfonodo sentinella, in alternativa all’asportazione linfonodale completa, in queste pazienti».

Nell’editoriale di commento, pubblicato sulla rivista statunitense, si legge: “Le informazioni prognostiche sulla malattia linfonodale residua, dopo terapia neoadiuvante, sono destinate a diventare sempre più importanti per determinare la necessità di terapia aggiuntiva; per questo è necessario migliorare le prestazioni della biopsia del linfonodo sentinella dopo terapia neoadiuvante, così da renderla una strategia percorribile”.

L’editoriale è a firma delle oncologhe specializzate nel trattamento del carcinoma mammario, Monica Morrow e Chau Dang, del Memorial Sloan-Kettering Cancer Center di New York. 

 

Fonte
Judy C Boughey et al – Sentinel Lymph Node Surgery After Neoadjuvant Chemotherapy in Patients With Node-Positive Breast Cancer
The ACOSOG Z1071 (Alliance) Clinical Trial. JAMA October 9, 2013, Vol 310, No 14

 

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