SPECIALE MENOPAUSA – Modificazioni ormonali e metaboliche in peri-post-menopausa

I cambiamenti endocrini e il declino della funzione riproduttiva iniziano diversi anni prima della cessazione dei cicli mestruali.

Già dopo i 35 anni, la massa ovarica e la fertilità si riducono in quanto i follicoli iniziano a subire un processo di atresia (diminuzione del numero e della funzione); questo si traduce in una diminuita produzione di inibina e capacità di rispondere alle gonadotropine, cui segue un aumento dell’FSH, specie in fase follicolare. Tali eventi si accentuano negli anni successivi1,2

I livelli di estrogeni diminuiscono progressivamente (iperestrogenismo relativo) e il picco di LH non viene sempre raggiunto; anche il progesterone diminuisce (insufficienza del corpo luteo) e i cicli diventano per lo più anovulatori; anche l’LH tende ad aumentare2

Nel periodo premenopausale, la fase follicolare si accorcia (3 giorni), a causa del progressivo aumento dell’FSH, della riduzione di inibina e dell’alterata follicologenesi. Si verifica una situazione di iperestrogenismo relativo e cicli anovulatori.  

Nel periodo di transizione perimenopausale l’aumento dell’FSH è molto più elevato (1-20 volte) di quello dell’LH (3 volte) a causa della mancanza di inibina e del feed-backcon gli estrogeni. 

I livelli di estradiolo (E2) si riducono notevolmente mentre aumenta l’estrone (E1), per aromatizzazione dell’androstenedione periferico.  

Nella post-menopausa FSH ed LH aumentano progressivamente e raggiungono i massimi livelli 1-3 anni dopo la menopausa2.

A causa della diminuzione degli estrogeni diminuiscono anche i livelli di SHBG, mentre il DHEAS, di origine surrenalica, diminuisce più lentamente negli anni successivi.

Nel complesso si instaura un iperandrogenismo relativo, anche per la diminuzione dell’SGBG, con conseguente aumento del testosterone libero, che si traduce in alcune manifestazioni cliniche e carattere estetico, come irsutismo, modificazione del tono della voce, diradamento dei capelli.

Le principali modificazioni metaboliche comprendono3-6

  • Modificazione del metabolismo delle lipoproteine consbilanciamento del rapporto HDL/LDL e relativo aumento del potenziale aterogeno.
  • Ipertrigliceridemia.
  • Ridotta tolleranza glucidica per degenerazione delle cellule βpancreatiche e maggiore rischio di diabete di tipo II.
  • Iperinsulinismo, per aumento della clearanceepatica dell’insulina e della resistenza periferica all’insulina.
  • Diminuzione del metabolismo basale per progressiva fibrosi della tiroide. 

Questi fattori concorrono a determinare un aumento di peso, ulteriore fattore di rischio cardiovascolare, di diabete di tipo II e di tumori. 

Fonti 

  1. Harlow SD, et al. Executive summary of the Stages of Reproductive Aging Workshop + 10: addressing the unfinished agenda of staging reproductive aging. Menopause. 2012; 19,4. DOI: 10.1097/gme.0b013e31824d8f40
  2. Zanoio L, et al. Ginecologia e Ostetricia. Elsevier. 2011
  3. Derby CA, et al. Lipid changes during the menopause transition in relation to age and weight: the Study of Women’s Health Across the Nation. Am J Epidemiol. 2009; 169: 1352-1361
  4. Lobo RA, et al. Prevention of diseases after menopause. Climacteric. 2014; 17: 540-556
  5. Matthews KA, et al. Are changes in cardiovascular disease risk factors in midlife women due to chronological aging or to the menopausal transition? J Am Coll Cardiol 2009; 54: 2366-2373
  6. Woodard GA,  et al. Lipids, menopause, and early atherosclerosis in Study of Women’s Health Across the Nation Heart women. Menopause 2011; 18: 376-384
A cura del Dott. Rocco Gallicchio, Specialista in Ginecologia e Ostetricia, Milano

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